Grecia, prove di moneta alternativa
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In Grecia, e precisamente a Volos (cittadina con
poco più di 140 mila abitanti per 386 kmq), la popolazione per fronteggiare la
crisi economica e scambiarsi beni e servizi, sta sperimentando un nuovo
espediente: l’utilizzo di una nuova moneta detta Unità Locale Alternativa (o
TEM in greco). La rete d’impiego della nuova valuta è cresciuta tantissimo
nell’ultimo anno ed è passata da 50 a 400 membri e il co-fondatore del TEM, Theodoros
Mavridis, un elettricista disoccupato, si dimostra molto entusiasta della
crescita di questa iniziativa affermando che essa un domani potrebbe davvero essere
una soluzione valida in modo definitivo per fermare la recessione. Quello di
Volos però non è l’unico network che ha adoperato questo metodo: George
Stathakis (professore di economica politica dell’Università di Creta) ha
dichiarato che da quando c’è stata la crisi, in Grecia è esplosa un pò dappertutto
la nascita di questi nuclei che provvedono al fabbisogno del popolo, ideando
novità per dare una svolta radicale al difficile scenario economico. Persino il
governo greco ne ha preso atto: recentemente infatti, il Parlamento ha
approvato una legge che favorisce la realizzazione di “forme alternative di
imprenditorialità e sviluppo locale” comprese le reti basate sullo scambio di
beni e servizi con status di no-profit. A Volos, si ritiene che l’ispirazione
alla formazione del gruppo sia nata principalmente da un bisogno di solidarietà
fra tutti i cittadini piuttosto che da un’esigenza politica per l’uscita della
Grecia dall’eurozona. Per diventare membri di questo network bisogna iscriversi
online ed ogni iscritto avrà il suo conto che partirà da zero ma potrà
accumulare crediti offrendo beni e servizi. Una unità della nuova valuta è
uguale ad un euro e può essere impiegata per le transazioni commerciali. I soci
ricevono anche dei libretti che sono simili a buoni regalo e possono essere
considerati proprio come assegni; inoltre si può accettare il TEM anche come
buono sconto sul prezzo in euro. Il gruppo ha anche un mercato mensile all’aperto
ed i beni provengono da produttori locali coinvolti nel progetto. Il sindaco di
Volos, Panos Skotiniotis, ha detto che la città segue lo sviluppo del piano con
interesse perché è di sostegno a tutti. Pian piano dunque, sembra così spuntare
una nuova alba in Grecia, dove il rigore politico imposto, ha portato la gente
ad unirsi non solo per protestare ma anche per aiutarsi l’un con l’altro. È l’inizio del prossimo futuro?
Da SARDEGNA QUOTIDIANO di giovedì 13 ottobre 2011, pag. 4
Autore: Andrea Faedda
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