In
questi giorni ancora bianche scie solcano il cielo di Cagliari e di sicuro non
sono scie di condensazione perché queste ultime sono ben altra cosa. Essendo
fenomeni naturali infatti, rispondono a particolari leggi fisiche: vapore
acqueo e gas combusti che fuoriescono dai motori degli aerei (oltre gli 8mila
metri con umidità relativa al 70%) venendo a contatto con l’aria fredda
dell’atmosfera (sotto i - 40°), creano
piccoli cristalli di ghiaccio che evaporano quasi subito. Le scie che vediamo
ultimamente invece e che si sono manifestate da oltre 10 anni (non solo a
Cagliari ma dappertutto), sono assolutamente diverse: sono lunghe, si espandono
e sono molto persistenti rimanendo in aria anche per ore. A volte si contano
decine di scie e ci son giorni che esse formano veri e propri reticolati col
passaggio degli aerei, anche in spazi vietati e fuori dalle rotte di linea e
commerciali. Che tipo di scie sono, dunque? Possono avere effetti sulla nostra
salute e sull’ambiente? Qual è la loro composizione? E quali aerei le emettono?
Se fossero aerei militari è plausibile che facciano esercitazioni sopra i
centri abitati? Dal 1999 ad oggi, diverse interrogazioni di alcuni politici ai
loro governi ed anche al Parlamento Europeo non hanno avuto risposte
esaurienti. Senza dubbio i vantaggi all’impiego delle scie possono essere
diversi e collegabili a vari campi: si parla di migliaia di voli al giorno
ovunque, per cui, dal forte costo di essi deve pur derivare un lauto guadagno.
Chi ci sia dietro tutto questo finora non si sa. Il mistero genera sospetti e
preoccupazioni. Scienziati e ricercatori affermano che nelle zone di tutto il
mondo sottostanti lo spazio aereo in cui le scie si sono manifestate, i
campioni del terreno e dell’acqua analizzati, contenevano alti indici fuori
dalla norma di allumino, bario e altri metalli, la cui persistenza è un danno
alla salute umana e all’ecosistema. Ad ogni modo, l’esatta composizione delle
scie non è ancora definitiva ma dai dati raccolti si è scartata assolutamente
la tesi delle scie di condensazione, accreditando invece quella delle scie
chimiche. Rimane ancor più oscuro il loro esatto scopo. Si pensa che servano
per agevolare le colture Ogm, che rientrino nei piani Haarp e Blu Beam e che
possano far parte di un esperimento per manipolare il clima (per quanto
riguarda l’Italia, nel 2002 il nostro governo,
si è impegnato con gli Usa in un progetto di cooperazione su scienza e
tecnologia dei cambiamenti climatici).
Da SARDEGNA QUOTIDIANO di lunedì 20 settembre 2011, pag. 4
Autore: Andrea Faedda
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