martedì 20 settembre 2011

Le strane scie che segnano i nostri cieli

In questi giorni ancora bianche scie solcano il cielo di Cagliari e di sicuro non sono scie di condensazione perché queste ultime sono ben altra cosa. Essendo fenomeni naturali infatti, rispondono a particolari leggi fisiche: vapore acqueo e gas combusti che fuoriescono dai motori degli aerei (oltre gli 8mila metri con umidità relativa al 70%) venendo a contatto con l’aria fredda dell’atmosfera (sotto i  - 40°), creano piccoli cristalli di ghiaccio che evaporano quasi subito. Le scie che vediamo ultimamente invece e che si sono manifestate da oltre 10 anni (non solo a Cagliari ma dappertutto), sono assolutamente diverse: sono lunghe, si espandono e sono molto persistenti rimanendo in aria anche per ore. A volte si contano decine di scie e ci son giorni che esse formano veri e propri reticolati col passaggio degli aerei, anche in spazi vietati e fuori dalle rotte di linea e commerciali. Che tipo di scie sono, dunque? Possono avere effetti sulla nostra salute e sull’ambiente? Qual è la loro composizione? E quali aerei le emettono? Se fossero aerei militari è plausibile che facciano esercitazioni sopra i centri abitati? Dal 1999 ad oggi, diverse interrogazioni di alcuni politici ai loro governi ed anche al Parlamento Europeo non hanno avuto risposte esaurienti. Senza dubbio i vantaggi all’impiego delle scie possono essere diversi e collegabili a vari campi: si parla di migliaia di voli al giorno ovunque, per cui, dal forte costo di essi deve pur derivare un lauto guadagno. Chi ci sia dietro tutto questo finora non si sa. Il mistero genera sospetti e preoccupazioni. Scienziati e ricercatori affermano che nelle zone di tutto il mondo sottostanti lo spazio aereo in cui le scie si sono manifestate, i campioni del terreno e dell’acqua analizzati, contenevano alti indici fuori dalla norma di allumino, bario e altri metalli, la cui persistenza è un danno alla salute umana e all’ecosistema. Ad ogni modo, l’esatta composizione delle scie non è ancora definitiva ma dai dati raccolti si è scartata assolutamente la tesi delle scie di condensazione, accreditando invece quella delle scie chimiche. Rimane ancor più oscuro il loro esatto scopo. Si pensa che servano per agevolare le colture Ogm, che rientrino nei piani Haarp e Blu Beam e che possano far parte di un esperimento per manipolare il clima (per quanto riguarda l’Italia, nel 2002 il nostro governo,  si è impegnato con gli Usa in un progetto di cooperazione su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici). 

Da SARDEGNA QUOTIDIANO di lunedì 20 settembre 2011, pag. 4
Autore: Andrea Faedda

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